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Val Lemme: Miniera Cementir, ultimo stop

di Angela Agostino "Il Secolo XIX" 13 aprile 2006

Miniera Cementir, ultimo stop
Respinto il ricorso dell'impresa. Soddisfazione a Carrosio e Gavi. Incerta la sorte dell'impianto alternativo di Molini
Il Consiglio di Stato sbarra la strada al nuovo acquedotto del Rollino Vallemme. Le fonti del Rollino non si toccano. Non ci sarà la nuova miniera di marna della Cementir in Vallemme
.
Così ha deciso il Consiglio di Stato che ha rigettato il ricorso dell'impresa dando ragione ai comuni di Carrosio e Gavi, da sempre contrari alla nuova cava. La sentenza è stata
pubblicata solo due giorni fa, l'udienza si era invece tenuta in gennaio.
Dai primi commenti dell'avvocato Andrea Ferrari, legale
dell'amministrazione di Carrosio, si delineano le motivazioni del tribunale amministrativo. «Sono state accolte le tesi della difesa secondo cui la nuova miniera distruggerebbe le fonti del Rollino, che alimentano gli acquedotti di Carrosio e di Gavi in contrasto con la legislazione italiana e comunitaria che pone l'acqua come risorsa fondamentale. Inoltre il consumo delle persone prevale su altri possibili utilizzi come quelli agricolo o industriale», afferma l'avvocato che rimarca anche un secondo
aspetto della sentenza: le acque dell'acquedotto alternativo, già in gran parte realizzato, sono inferiori per qualità a quelle del Rollino. Era stata riscontrata, infatti, una tale presenza di nichel che sarebbe stato necessario rendere potabile l'acqua prima di introdurla nelle case, al contrario di quella del Rollino, che deriva da fonti sorgive di ottima qualità.
E ora ci si torna a chiedere che fine farà l'acquedotto alternativo, che dai Molini di Fraconalto arriva a Gavi. Per il vice sindaco di Carrosio, Valerio Cassano «toccherà alla Provincia decidere, e deve anche dare una risposta al problema della manutenzione della provinciale che a causa dei lavori per l'acquedotto alternativo è ancora in pessime condizioni».
Per il presidente di Legambiente, Mario Bombardini, la soluzione è una sola: deve essere smantellato. «E' un'opera che non so come possa essere utilizzata e che comunque non può essere lasciata così. Secondo noi non può neppure essere collegato alla nostra rete idrica dal momento che non è stato eseguito in maniera corretta», afferma da parte sua il sindaco di
Gavi, Francesco Repetto. Unanime, invece la soddisfazione per la sentenza, che mette la parola fine a questa intricata vicenda. La sentenza non può essere impugnata e considerata la sua articolazione sembra improbabile che si ripeta quanto accaduto nel 2003, vale a dire che all'indomani di una sentenza analoga del Consiglio di Stato, il premier Silvio Berlusconi firmò una nuova concessione mineraria alla Cementir.






 

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