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Comunicato stampa

Approvata dalla Commissione Esteri della Camera la risoluzione sul riconoscimento del " Dirittto all'acqua"

Roma, 18 maggio 2005

E' stata approvata dalla III° Commissione Esteri e Comunitari  della Camera una risoluzione  con cui si riconosce l'accesso all'acqua come "Diritto Universale" proposta dall'Onorevole Malgieri (AN) e dall'Onorevole Pietro Folena (indipendente PRC) a seguito della proposta lanciata  dal prof.re Riccardo Petrella,Segretario del Comitato Internazionale per il contratto mondiale sull'acqua e Presidente del  Comitato italiano  in occasione di una audizione sul tema sui " diritti umani" alla stessa Commissione esteri negli stessi mesi..

"Si tratta di un atto di straordinaria importanza, poiché la risoluzione riconosce l'acqua non come una merce ma come un diritto. L'acqua è collegata intimamente alla vita e se la vita è un diritto inalienabile lo deve essere anche l'acqua. C'è da augurarsi che questa risoluzione influisca e contribuisca a fermare i processi di privatizzazione  dei servizi idrici sostenuti dalla legislazione degli ultimi anni"  ha  dichiarato  Folena , portavoce dell'Associazione Nazionale degli eletti e dei parlamentari per l'acqua.

Di fronte a più di 1,5 milioni di persone che ancora non hanno accesso all'acqua 2,4 milioni che non hanno accesso ai servizi sanitari, alla continua contaminazione delle acque causata da agricoltura e industria e usi domestici, al crescente tasso di prelevamento della risorsa che supera il ritmo naturale di rinnovamento delle risorse naturali causando così la rarefazione del bene naturale così importante per garantire la vita e lo sviluppo socio economico, la  risoluzione n. 7-00560 impegna il Governo italiano ad attivare una serie di iniziative per  preservare l'acqua come una risorsa patrimonio dell'umanità
 Fra gli impegni sanciti dalla risoluzione della Commissione esteri, vi è quella di "aprire un tavolo di discussioni sul bene acqua, aperto alle componenti della società civile  in vista delle scelte e decisioni che dovranno esser e prese  nell'ambito del secondo decennio internazionale di azione "acqua per la vita" delle Nazioni Unite e la richiesta al Governo di  "astenersi dal  promuovere in sede negoziale, bilaterale, multilaterale ogni processo di privatizzazione del bene comune acqua , con particolare riguardo alle aree più povere dei paesi in vai di sviluppo".

Questa risoluzione, anche se non ha accolto  tutte le richieste  proposte dal Presidente  Petrella nel corso dell' audizione alla Commissione , "costituisce un  buon  punto di partenza  rispetto all'obiettivo sancito nella Dichiarazione di Roma (dicembre 2003) che vede il Contratto dell'acqua impegnato ad ottenere in sede internazionale il riconoscimento dell'acqua come un diritto umano.
Rispetto al dibattito che si è svolto  in sede Europea , questa  risoluzione di indirizzo  arriva però in ritardo visto che l'Italia è stata infatti tra i Paesi che si sono espressi contro la  proposta della Commissione di rinnovare la richiesta di liberalizzazione  dei servizi idrici ai 72 paesi in via di sviluppo, posizione con cui  la Commissione si accinge al presentarsi ai prossimi negoziati GATS ", ha dichiarato Rosario Lembo, segretario del Comitato italiano.
Ci auguriamo pertanto che  sulla base di questa risoluzione  il Ministro degli Esteri Fini  si faccia promotore di nuove iniziative  concrete per  mettere in pratica queste richieste di impegno  chieste dalla Commissione esteri e soprattutto che a livello di  destinazione di risorse finanziarie a livello bilaterale o multilaterale l'Italia non sostenga  il modello del partenariato pubblico-privato  promosso e  praticato da alcune aziende italiane.
Auspichiamo altresì, soprattutto per la convergenza" bipartisan" con cui si è pervenuti alla approvazione di questa risoluzione, che i competenti Ministeri diano  l'avvio a questo  "Tavolo  di discussione e di confronto con la società civile e l'associazionismo sul tema dell'acqua come bene comune e diritto umano" in modo da consentire una riflessione  sui processi di privatizzazione della gestione delle risorse idriche in atto in diverse regioni italiane alcune delle quali si sono espresse a favore dell'affidamento ai privati, della gestione dei servizi idrici, attraverso gare d'appalto internazionali.

 

 

 

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