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| Emergenza Acqua in Italia |
Comunicato stampa 28 giugno 2005 |
EMERGENZA "CRISI IDRICA" "SONO GLI STESSI PROBLEMI DI 2 ANNI FA. LE ISTITUZIONI E I POLITICI NON SI SONO PREOCCUPATI DI CONTRASTARE IL RIPETERSI DELLE CRISI. NON E' COLPA DELLENUVOLE." CINQUE PROPOSTE URGENTI DI RIDUZIONE DEI CONSUMI
Milano,28 giugno 2005- "Ancora una volta così come due anni fa-dichiara Rosario Lembo, segretario generale del Contratto Mondiale dell'Acqua -è emergenza "crisi idrica" dalla Lombardia alla Sicilia. Ci si ritrova con gli stessi problemi di due anni fa: le riserve d'acqua italiane ridotte a soli15 giorni, l'affidamento della gestione alla Protezione Civile, la necessità di dover scegliere tra dare l'acqua per la produzione d'energia, per irrigare i campi o per uso alimentare. Qual è stata la politica messa in atto dal governatore della Lombardia e delle altre regioni del Nord in questi ultimi due anni? L'attenzione sia dei governatori che degli enti locali si è concentrata più sull'accelerazione dei processi di privatizzazione e l'affidamento delle risorse idriche ad aziende multiutility - come i casi di Brescia e Bergamo-, senza che le istituzioni, gli enti locali e i politici non si siano preoccupati di definire nuove politiche per contrastare il ripetersi di queste crisi idriche.Non si è praticata una politica integrata delle risorse idriche finalizzata al contenimento dei consumi, ad una differenziazione degli usi delle risorse idriche, fino ad arrivare a dover ricorrere come in questi giorni ad esaurire le scorte dei bacini montani". "Nonostante le piogge abbondanti, nessuno si è preoccupato di prendere provvedimenti concreti, come la raccolta delle acqua piovane che potrebbero essere utilizzate per usi agricoli. Sia il governo che le autorità locali dicono che l'emergenza idrica di queste settimane sarebbe dovuta principalmente ad una calamità naturale, e cioè al fatto che le nuvole non vogliono dare la pioggia. L'acqua "manca" soprattutto per cause umane, e la"crisi dell'acqua" si è estesa, negli ultimi anni, a tutte le regioni d'Italia.Non è colpa delle nuvole". Le cause esistenti tre anni fa sono rimaste immutate. A questo fine il Comitato Italiano per il Contratto Mondiale dell'Acqua propone che la politica si interessi della salvaguardia dei beni comuni, fondamentali per la sopravvivenza dell'essere umano, come l'acqua. Il Comitato propone con urgenza alcuni obiettivi prioritari: 1. la riduzione del 10% dei consumi domestici, a livello di bagni, di toilette, grazie a sistemi di riciclaggio delle acqua reflue, laddove è possibile, certamente in tutti i nuovi edifici collettivi (pubblici e privati), mediante l'introduzione di reti duali. 2. la riduzione di almeno del 40% delle perdite in agricoltura, collegate all'irrigazione attraverso incentivi che favoriscano la rottamazione degli attuali impianti d'irrigazione a pioggia.Infatti l'irrigazione rappresenta in Italia il 55% dei prelievi totali d'acqua dolce. Non è possibile continuare su questi livelli di spreco e di abuso. 3. Portare a12-15% i livelli di perdita delle reti di distribuzione che, come detto, in Italia continuano a superare il 30-35%. Attraverso investimenti pubblici mirati; 4. Effettuare un censimento generale dei pozzi maieffettuato. Si stima che in Italia visiano circa 1,5 milioni di pozzi illegali,che prendono acqua dove vogliono, senza nessuncontrollo. E' tempo di porre fine a tale illegalità collettiva. 5. Re-inventare la raccolta di acqua piovana.In paesi a scarsità idrica come Israele, la raccolta delle acque piovane è praticata in maniera sistematica. Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad una gestione disastrosa delle risorse naturali e del territorio.Per esempio le perdite della rete di distribuzione continuano a superare il 30-35%, e i livelli delle regioni del Sud toccano percentuali fino al60%.Lo stato delle infrastrutture è grave:fognature cittadine vecchie e degradate; dighe costruite ma senza collegamenti con la rete;sfruttamento di pozzi abusivi …E non sono state ridotte il prelievo alle sorgenti per chi imbottiglia le acqua minerali, … L'abusivismo resta diffuso per quanto riguarda gli usi dell'acqua detta produttiva, cioè utilizzata per l'agricoltura, l'industria,l'energia ed altre attività terziarie. L'agricoltura con il 50% e l'industria ed energia con il 30% rappresentano l'80% dei prelievi totali italiani d'acqua. La maggior parte delle coltivazioni agricole a rischio in Lombardia sono coltivazioni estensive di mais, sussidiate dall'Unione Europea: la maggior parte delle eccedenze vengono distrutte. Perchè destinare acqua potabile a questi sprechi? A quali di queste problemi è stata data risposta dalla politica?Nessuna! Emilio Molinari, vice-presidente del Comitato Italiano del Contratto Mondiale dell'Acqua conclude: "E' tempo che la politica- cioè le scelte operate alla luce e sulla base di una visione coerente e globale del vivere insieme,dell'interesse collettivo, compreso quello delle generazioni future -riprenda il primato sulla non-politica, sull'arroganza dei poteri forti,sulla miopia degli interessi settoriali e corporativi. Una politica nuova nel settore dell'acqua in Italia significa anzitutto ri-costituire uno Stato di responsabilità, un pubblico efficace e onesto, ridare credibilità e capacità al governo pubblico. Il Paese ha soprattutto bisogno di darsi un governo pubblico dell'acqua chiaro, coerente, stabile ed efficace, grazie anche alla partecipazione attiva dei cittadini, a partire dai Comuni e dagli ATO". Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua Via Rembrandt,9 20147 - Milano Tel: +39/02.48.70.37.30- fax:+39/02.40.79.213
segreteria@contrattoacqua.it-www.contrattoacqua.it Ufficio Stampa - Nicola Perrone Tel. 329.0810937- ufficiostampa@contrattoacqua.it Sito:http://www.contrattoacqua.it |
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