INTRODUZIONE E' VENUTO IL TEMPO DELLA RAGIONE
CAPITOLO 1 IL MALESSERE IDRICO ITALIANO:I DIECI MALI PRINCIPALI
- Una conoscenza frammentata ed insufficiente
- Un terzo degli italiani non gode ancora di un accesso regolare e sufficiente all'acqua Potabile, pur essendo l'Italia il paese dell'Unione europea con il tasso di consumo d'acqua pro capita per usi domestici più elevato (78 m³/anno per ambiente)
- Gli italiani sono i primi consumatori d'acqua minerali al mondo. Solo 40 % bevono l'acqua di rubinetto
- Il “pozzo di Antonio” è inquinato. Il degrado del patrimonio idrico del Paese non cessa di aggravarsi. Gli Italiani sfruttano le risorse idriche nazionali in maniera eccessiva e sconsiderata. L'agricoltura “beve” il 50 % dei prelievi totali.
- Il pozzo di Antonio è malandato e mal tenuto. Il crollo degli investimenti. Il pozzo perde da tutti i lati.
- La gestione municipalizzata pubblica diretta (“in economia”) delle acque è stata messa in crisi. Lo Stato ha preferito il privato.
- I conflitti locali sull'acqua non fanno che aumentare ed aggravarsi in nome di interessi “locali” e corporativi.
- Il peso dell'Italia nella politica dell'acqua europea, mediterranea e mondiale è praticamente nullo
CAPITOLO 2 ANALISI DELLE CAUSE. UNA DELLE PIU DETERMINANTI E IL FALLIMENTO DEL POLITICO
- Il politico si è fatto sempre più debole nei confronti dei grandi utilizzatori (inquinatori) dell'acqua
- E' diventato principalmente il difensore di interessi “locali”, settoriali ha fatto cosi il gioco degli interessi locali
- Si è fatto imprigionare dalla cultura dello “hic et nunc” (“qui e ora”)
- Il politico non crede più nell'investimento pubblico come motore principale dei beni e servizi comuni
- Non ha applicato le leggi e le disposizioni da lui approvate Non crede più nella “res pubblica” e nel “bene comune”
CAPITOLO 3 PROPOSTE DI SOLUZIONI
- A proposito della tesi:“la soluzione è nel giusto prezzo di mercato”
- Per un patto cittadine dell'acqua in Italia
Tabelle: i dati della situazione
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