Ai Cittadini ed agli Amministratori napoletani
Il 25 Maggio il TAR della Campania tratterà il ricorso di alcuni esponenti politici in merito alla scelta di privatizzare i servizi idrici dell’Ambito Territoriale Ottimale di Napoli e Caserta. Noi pensiamo che in occasione di questa udienza si realizzi una forte mobilitazione di cittadini e ci sia il più ampio pronunciamento di associazioni e personalità della cultura. Questo perché pensiamo che a distanza di 6 mesi ( 23 novembre 2004) dalla decisione assunta dalla Assemblea degli amministratori dell’ATO 2, non è possibile accettare che una scelta politica e culturale, di importanza tale da rappresentare un vero e proprio spartiacque di civiltà, sia stata lasciata in sospeso fino alla vigilia di un pronunciamento della Magistratura amministrativa senza una precisa assunzione di responsabilità da parte dei partiti al governo della città, dei Comuni che compongono l’ATO2 e dello stesso Governatore Bassolino. Noi pensiamo che l’acqua sia un bene così indispensabile, così insostituibile, così profondamente legato alla vita, alla civiltà, alla cultura e alla spiritualità umana, che non possa in alcun modo essere consegnato al mercato privato ai suoi umori e alle sue speculazioni. Pensiamo che questo bene sia già troppo minacciato da consumi insostenibili e che una gestione privata dei servizi idrici e dell’imbottigliamento porti inevitabilmente all’aumento dei consumi stessi. Pensiamo che il diritto all’acqua sarà messo in discussione dall’inevitabile aumento delle tariffe, dal prezzo dell’acqua imbottigliata, da un peggioramento delle manutenzioni e da una diminuzione e precarizzazione dei lavoratori del settore. E siamo ancor più preoccupati di questa scelta perché si tratta di Napoli. Lo siamo perché questa città è attraversata da interessi illegali che da sempre puntano alla cosa pubblica e spesso hanno contaminato le istituzioni, una città che ha, più che mai, bisogno di un saldo governo pubblico dell’acqua. Inoltre gli interessi che si esprimono attorno alla privatizzazione dell’acqua di Napoli non ci tranquillizzano affatto e nemmeno le modalità con cui si sono costituite le società e i nomi che le rappresentano, dal cementiere Caltagirone, alla società SIBA dell’imprenditore Ottavio Pisante, alla moglie dell’ex presidente di Confindustria ecc… Lo siamo perché in questi mesi, molti cittadini hanno chiaramente espresso, in centinai di riunioni di convegni e di manifestazioni pubbliche la loro contrarietà alla scelta di gestione privata dei rubinetti e dei servizi igienici, l’hanno ribadito con manifestazioni di protesta verso le sedi istituzionali e tramite alcuni rappresentanti politici sono ricorsi al TAR.
Tutto ciò, ha solo momentaneamente inceppato e ritardato il meccanismo di una rapida privatizzazione come era intenzione dei governi comunale e regionale, ma siccome: - gli argomenti portati da questi cittadini, dalle loro associazioni, dai vari Comitati locali sull’acqua e dal Contratto Mondiale sull’Acqua sono rimasti finora inascoltati. - le istituzioni campane sono rimaste del tutto sorde e nessun tavolo di confronto con la società civile si è stato attivato. - la partecipazione, di cui tutti parlano quando si va a votare, è stata completamente ignorata e ridotta ad un vuoto linguaggio nel corso di questi sei mesi. - e il 25 di Maggio, il TAR campano tratterà appunto i ricorsi e molto dipenderà dalle sue decisioni.
Noi riteniamo doveroso lanciare questo appello, aperto alla adesione di quanto vogliono far sentire il proprio dissenso, e proponiamo alle forze politiche ed agli amministratori appena eletti di ascoltare la protesta e di entrare nel merito di alcune nostre proposte:
A livello di regione chiediamo ai nuovi consiglieri comunali
1) di sospendere la delibera regionale approvata dalla precedente Giunta che propone la costituzione del club dell'acqua, in funzione della "ricerca” e “concessione” per decenni ai privati di sorgenti perl’imbottigliamento delle acque minerali e sorgive della regione Campania”; 2) presentazione di un Odg urgente nella prima assemblea del nuovo Consiglio regionale che chieda la sospensione delle delibera del 30/12/2004 che prevede il verbale di consegna del ciclo idrico integrato di A.T.O. 2 e A.T.O. 3 da parte della Regione Campania a Eni Acqua così come da delibera del 30/12/ 2004. Infatti tale concessione nonostante trasformi l'acqua in merce, sotto un profilo squisitamente giuridico, è anche illegale.
A livello di assemblea dell’ATO 2 , chiediamo agli amministratori 1) di opporsi alla “approvazione del bilancio del consorzio A.T.O. 2 per evitare la conferma del Consiglio di Amministrazione in carica che ha proposto, con l'inganno ai 136 sindaci, la privatizzazione dell'acqua 2) la raccolta di firme per la presentazione di una mozione che chieda il ritiro immediato della delibera del 23 novembre 2004 finalizzata alla dismissione totale della gestione pubblica e ad eliminare qualsiasi forma di controllo da parte dei 136 Comuni sulla gestione del servizio idrico ;
A livello di Movimenti e di Società civile chiediamo
1) la mobilitazione con la presenza il 24 maggio sotto al sede del TAR in occasione della discussione di ricorsi presentati da alcuni rappresentanti di partiti 2) di inviare al sindaco di Napoli, ai rispettivi amministratori ed al Presidente Bassolino, e-mai e fax di protesta per l’arrogante silenzio di questi mesi. Tutto ciò convinti come siamo, che la democrazia è partecipazione e che coloro che abbiamo eletto debbono anche ascoltarci e consultarci.
Per il Contratto Mondiale Sull’Acqua Riccardo Petrella Emilio Molinari Rosario Lembo Per Rete di Lilliput - Alex Zanotelli Per Attac - Marco Bersani
|