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Conclusione

Il ruolo dell'Italia nel contesto europeo, internazionale e mondiale

Che si tratti della definizione di una "politica mondiale" dell'acqua – promossa e pilotata in questi ultimi dieci anni dalla Banca Mondiale con la collaborazione dell'UNESCO, della FAO, dell'OMS, dell'UNEP e dell'UNDP, del Consiglio Mondiale dell'Acqua – o della messa in opera di una "politica europea" a livello dell'Unione europea, è certo che l'Italia non è stata fra i promotori e i protagonisti più attivi ed innovatori.  Paesi come la Svezia, i Paesi Bassi, il Canada, l'Egitto, la Svizzera hanno pesato e pesano molto di più dell'Italia sulle decisioni in materia di orientamenti, strategie, metodi, istituzioni.  Non parliamo poi rispetto  alla Francia, le cui imprese private costituiscono le prime tre grandi potenze mondiali dell'acqua.

Non si tratta di rivendicare una politica mercantilistica aggressiva e nazionalista da parte dell'Italia ma di esprimere un volontà attiva in favore di una politica mondiale della cooperazione e dello sviluppo fondata sulla priorità da dare ai beni e servizi comuni mondiali di cui l'acqua deve diventare il primo esempio concreto.

La sfida è grande di fronte alle forti pressioni in favore della privatizzazione e della mercificazione dell'acqua e, per conseguenza, della mercificazione del diritto alla vita.  Inoltre, il campo di manovra è ristretto, di fronte alla crescita ed alla moltiplicazione di potenti gruppi privati mondiali "multi-servizi". Se i cittadini non modificano una tale situazione, l'esistenza di questi gruppi renderà sempre meno possibile una politica pubblica della città e della gestione del territorio.

Proponiamo che l'Italia prenda l'iniziativa di sostenere l'inclusione delle proposte del "Manifesto dell'Acqua" nelle risoluzioni finali di RIO + 10 ed in particolare la proposta relativa alla costituzione di un "parlamento mondiale dell'acqua".

Per meglio dotarsi dei mezzi necessari ed assumere un ruolo attivo, è importante che il governo italiano crei una "Task Force Acqua Bene Comune". 
La creazione potrebbe aver luogo simbolicamente il 22 marzo 2001.
Il mandato della "Task Force" sarebbe quello di promuovere la coerenza tra i vari attori italiani operanti nel campo dell'acqua, dello sviluppo sostenibile e dei diritti umani a livello europeo, internazionale e mondiale.

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