Servizio privato all'origine, poi a partire dalla fine del XIX° secolo servizio pubblico "sociale", la distribuzione dell'acqua non è mai stata gratuita. La presa a carico del finanziamento dei costi dell'insieme dei servizi d'acqua è stata assicurata sui bilanci pubblici grazie agli introiti fiscali e/o i prestiti organizzati dalle collettività locali o dallo stato centrale. Il fatto, dunque, che i costi siano coperti, in totalità o in maggior parte, dalle finanze pubbliche non significa che l'acqua è gratuita.
Le misure adottate nel 1997 in Fiandra (Belgio) nel senso qui proposto rispondono, inoltre, ad un'esigenza nuova : quella di lottare contro la riapparizione nei nostri paesi sviluppati di situazioni di povertà strutturali conducenti alla privazione del diritto di accesso all'acqua per un numero crescente di cittadini. "I tagli d'acqua" sono in aumento in Europa.
Il fatto che si prevede un importante aumento del costo dell'acqua non implica che i poteri pubblici debbano essere messi nei prossimi anni nella condizione di non disporre delle risorse finanziarie adeguate per continuare ad assicurare il servizio pubblico dell'acqua e che, per conseguenza, solo il settore privato avrà le risorse finanziarie necessarie e "dovrà", dunque, prendere a carico i servizi d'acqua. Tocca ai cittadini decidere del sistema di finanziamento dei servizi d'acqua sulla base di un informazione e di una conoscenza le più ampie e rigorose possibili dei costi e dei benefici delle varie soluzioni. Un'informazione ed una conoscenza che solo un'azione di valutazione pubblica nazionale può assicurare.
Noi proponiamo l'adozione di un sistema di tarifficazione dell'acqua a tre piani
- il piano dell'accesso/diritto: i cittadini partecipano al finanziamento collettivo dei costi relativi alla provvisione di 40 litri giorno/persona per usi domestici, tramite meccanismi fiscali giusti, equi e solidali;
- il piano dell'uso al di là dell'accesso/diritto: ogni cittadino dovrà pagare l'acqua utilizzata al di là dei 40 litri su basi progressive in funzione della quantità e secondo regole precise tenenti conto della finalità dei diversi usi, dei contesti territoriali e di altri parametri significativi;
- il piano dell'abuso: a partire da un livello d'uso definito, abusivo dal legislatore competente, entra in azione il divieto (e la corrispondente penalizzazione). Il principio "chi inquina paga" non può, infatti, essere il principio guida generale per una gestione integrata, sostenibile e solidale dell'acqua.
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