Le conoscenze disponibili sullo stato dell'acqua in Italia sono numerose e di varie natura e qualità. Restano pero disparate, frammentarie, discontinue e ineguali da regione a regione, da settore a settore. In molti casi sono di difficile accesso ed utilizzo. Se si vuole che i cittadini partecipino attivamente agli affari della "polis", la soluzione al problema dell'accesso ad una conoscenza pubblica, collettiva, sistematica ed adeguata non può più essere procrastinata.
Il nostro Comitato intende apportare un contributo a tale obiettivo mediante
la redazione di un RAPPORTO SULL'ACQUA IN ITALIA relativamente succinto (attorno alle 150 pagine)
- da rendere pubblico il 22 marzo 2002 (giornata mondiale dell'acqua), e - da trasmettere al Parlamento ed al governo italiani in vista della partecipazione e del contributo dell'Italia alla conferenza mondiale di RIO + 10 a Bonn nell'ottobre del 2002.
Documenti e rapporti non sono però sufficienti. C'è infatti bisogno urgente di creare spazi pubblici di cooperazione e di partecipazione cittadina ai livelli dove può e deve essere operata la gestione democratica dell'acqua. Pensiamo ai livelli urbani, intercomunali, ai livelli di bacini fluviali, ai livelli regionali. Tali spazi pubblici potrebbero prendere la forma di parlamenti di bacino, di "associazioni - imprese cooperative", consorzi intercomunali.
Tra le azioni di supporto e di accompagnamento necessarie a garantire una più grande efficacia alla realizzazione degli obbiettivi della seconda priorità, è opportuno prevedere:
il lancio, nel settore dell'educazione, di una azione nazionale di sensibilizzazione e di dibattito sui temi dell'acqua a partire dell'anno scolastico 2001-2002.
Questa azione potrebbe essere chiamata "Bene comune: l'acqua". Essa interverrà per allargare, prolungare e consolidare la campagna già in atto presso varie istituzioni educative in 13 città italiane, ad opera del Consorzio di Associazioni aderenti al Comitato italiano. In questo quadro si dovrebbe promuovere una emissione radio, ad opera della RAI ed altre radio impegnate civilmente, consistente in un gioco pubblico dove i vincitori non riceveranno del denaro per loro ma dei fondi destinati a finanziare l'accesso a 100 (a 1000) rubinetti d'acqua in città o villaggi d'Asia, d'Africa, d'America latina e d'Europa. |